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Chi di fiducia ferisce, di fiducia perisce

Perché adesso?

Perché adesso?

Qui gladio ferit gladio perit. E’ dal latino che arriva l’insegnamento. Meglio: è dai vangeli che arriva l’insegnamento. Una locuzione detta e scritta oltre duemila anni fa ritorna attuale, seguendo quella routine ciclica che le epoche storiche sono solite paventare.

E’ chiaro che ad oggi, parlando di fiducia, la prima cosa che balza in mente è la situazione politica del Belpaese. Una situazione da tutti descritta con toni drammatici ma che, almeno dal mio punto di vista, ha invece tutti i connotati per essere – in potenza – una situazione assolutamente ottimale per rilanciare lo status del nostro Paese.

Lo stallo dettato dalla linea dura di Beppe Grillo prosegue imperterrito. Ed è questo che non mi spiego: l’arroccarsi su una posizione condivisibile nei principi ma che diventa improponibile se analizzata alla luce dei fatti. Il MoVimento5Stelle – e di questo va reso atto – fin dalla sua nascita ha posto degli obiettivi sociali e politici da raggiungere a breve termine. Obiettivi sacrosanti. Giusti. Necessari. Obiettivi che non dovrebbero essere prioritari soltanto per il M5S ma che dovrebbero rappresentare la meta ideale di ogni entità politica.

Il programma di Grillo, salvo pochi punti su cui mi trovo in netto disaccordo, è più che positivo. E coincide con quello di Pier Luigi Bersani. Attenzione: non sono io a dirlo ma è stato Vito Crimi nel corso delle consultazioni con il segretario del Pd a specificarlo. Al punto da sottolineare che, se il Pd dovesse ottenere la fiducia, il M5S non avrebbe alcun problema a votare quei punti del programma. Dunque quegli obiettivi di cui prima ho tessuto l’elogio, e portati avanti da Grillo e seguaci, fortunatamente rappresentano anche la meta del Partito democratico. E allora perché non concedere la fiducia? Considerando anche una questione talmente elementare che spero sia già stata fatta propria da chi il 24 e 25 febbraio ha messo una croce sul simbolo del M5S. Dare la fiducia non è un atto definitivo e perentorio. Dare la fiducia è sinonimo di “proviamoci”. E dirò di più: vista la situazione attuale dare la fiducia è anche sinonimo di potere. “Io ti ho messo al mondo e io ti levo dal mondo”, “Io ti faccio governare e sempre io ti tolgo il governo”. Pensa che figata.

Tradotto: se il Pd fa una cazzata, il M5S lo manda all’inferno; se il Pd prova a sorvolare su riforme necessarie, il M5S sfiducia Bersani e fa tornare l’Italia al voto. In qualunque momento. Con una vittoria pressoché certa al prossimo turno.

Ma perché rimandarla al voto adesso? Perché non provarci? Proprio ora che – non essendoci una forza politica prevalente – nessuno potrà mai imporre il proprio diktat politico. Proprio ora che – senza vincitori – l’Italia (sì, quella dei cittadini) ha l’opportunità di condurre il gioco. E’ questo il paniere dei connotati positivi perché, oggi, nessun partito potrebbe fare una legge ad personam. Nessuno.

E tornando al latino… caro Grillo, il tuo negare la fiducia non pensi che possa essere ripagato allo stesso modo da chi ti ha dato la fiducia? E sottolineo: da chi ti ha dato la fiducia. Perché, caro Grillo, non dimenticare che oltre 8 milioni di italiani non ha messo una croce sul tuo simbolo perché “tuoi elettori”. In quel 25% c’è una gran fetta di italiani che ti ha dato la fiducia per protesta. E sai, al giorno d’oggi, chi di fiducia ferisce, di fiducia perisce…

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