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Zamparini avrebbe esonerato Grillo

beppe-grillo_600rPer certi versi sono il vero italiano medio. Amo la politica, amo le discussioni e soprattutto amo il calcio. Come tanti sportivi ho i miei idoli, veri come il codino di Baggio e la ‘biancata’ di Ravanelli, e presunti come i ‘piedi uniti’ di Montero, le cazzate di Cassano, i viaggi i Ibra, il culo di Sacchi. E tra gli idoli presunti ce n’è uno che stasera avrebbe fatto parlare certamente delle sue scelte: Maurizio Zamparini, alias mister 51 esoneri. Bellezza.

Bene, adesso colleghiamo Zamparini alla politica. Poche ore fa, infatti, il Friuli Venezia Giulia ha incoronato il suo nuovo presidente targato PD, madame Debora ‘senz’acca’ Serracchiani, che si è imposta sul diretto concorrente del centrodestra Renzo Tondo per soli 2 mila voti. Tantissimi se si considerano le cazzate commesse dal Partito Democratico negli ultimi 7 giorni. Nelle elezioni del Friuli, però, il dato più significativo è un altro, quello del Movimento 5stelle che ha perso rispetto a 50 giorni fa il 12% e ben 100 mila voti.

I grillini si difendono: “Non abbiamo perso. E’ un grande risultato, quello delle Politiche è un dato che non si può paragonare a quello delle Regionali”.

L’esempio apportato al calcio sarebbe stato più o meno così: “Ok, eravamo in zona Champions League e siamo scesi a metà classifica. Ma ci siamo comunque salvati”.

Cari, sappiate che il mio idolo Maurizio Zamparini avrebbe esonerato Beppe Grillo dopo 5 minuti. Forse anche meno.

W Maurizio!

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Questione di nomi. E di programmi.

C’era una volta un tale, con i capelli ricci e grigi e la villa sulla spiaggia, che diceva: “Contano i programmi e non i nomi”.

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Chi di fiducia ferisce, di fiducia perisce

Perché adesso?

Perché adesso?

Qui gladio ferit gladio perit. E’ dal latino che arriva l’insegnamento. Meglio: è dai vangeli che arriva l’insegnamento. Una locuzione detta e scritta oltre duemila anni fa ritorna attuale, seguendo quella routine ciclica che le epoche storiche sono solite paventare.

E’ chiaro che ad oggi, parlando di fiducia, la prima cosa che balza in mente è la situazione politica del Belpaese. Una situazione da tutti descritta con toni drammatici ma che, almeno dal mio punto di vista, ha invece tutti i connotati per essere – in potenza – una situazione assolutamente ottimale per rilanciare lo status del nostro Paese.

Lo stallo dettato dalla linea dura di Beppe Grillo prosegue imperterrito. Ed è questo che non mi spiego: l’arroccarsi su una posizione condivisibile nei principi ma che diventa improponibile se analizzata alla luce dei fatti. Il MoVimento5Stelle – e di questo va reso atto – fin dalla sua nascita ha posto degli obiettivi sociali e politici da raggiungere a breve termine. Obiettivi sacrosanti. Giusti. Necessari. Obiettivi che non dovrebbero essere prioritari soltanto per il M5S ma che dovrebbero rappresentare la meta ideale di ogni entità politica.

Il programma di Grillo, salvo pochi punti su cui mi trovo in netto disaccordo, è più che positivo. E coincide con quello di Pier Luigi Bersani. Attenzione: non sono io a dirlo ma è stato Vito Crimi nel corso delle consultazioni con il segretario del Pd a specificarlo. Al punto da sottolineare che, se il Pd dovesse ottenere la fiducia, il M5S non avrebbe alcun problema a votare quei punti del programma. Dunque quegli obiettivi di cui prima ho tessuto l’elogio, e portati avanti da Grillo e seguaci, fortunatamente rappresentano anche la meta del Partito democratico. E allora perché non concedere la fiducia? Considerando anche una questione talmente elementare che spero sia già stata fatta propria da chi il 24 e 25 febbraio ha messo una croce sul simbolo del M5S. Dare la fiducia non è un atto definitivo e perentorio. Dare la fiducia è sinonimo di “proviamoci”. E dirò di più: vista la situazione attuale dare la fiducia è anche sinonimo di potere. “Io ti ho messo al mondo e io ti levo dal mondo”, “Io ti faccio governare e sempre io ti tolgo il governo”. Pensa che figata.

Tradotto: se il Pd fa una cazzata, il M5S lo manda all’inferno; se il Pd prova a sorvolare su riforme necessarie, il M5S sfiducia Bersani e fa tornare l’Italia al voto. In qualunque momento. Con una vittoria pressoché certa al prossimo turno.

Ma perché rimandarla al voto adesso? Perché non provarci? Proprio ora che – non essendoci una forza politica prevalente – nessuno potrà mai imporre il proprio diktat politico. Proprio ora che – senza vincitori – l’Italia (sì, quella dei cittadini) ha l’opportunità di condurre il gioco. E’ questo il paniere dei connotati positivi perché, oggi, nessun partito potrebbe fare una legge ad personam. Nessuno.

E tornando al latino… caro Grillo, il tuo negare la fiducia non pensi che possa essere ripagato allo stesso modo da chi ti ha dato la fiducia? E sottolineo: da chi ti ha dato la fiducia. Perché, caro Grillo, non dimenticare che oltre 8 milioni di italiani non ha messo una croce sul tuo simbolo perché “tuoi elettori”. In quel 25% c’è una gran fetta di italiani che ti ha dato la fiducia per protesta. E sai, al giorno d’oggi, chi di fiducia ferisce, di fiducia perisce…

Caso Meredith, annullate assoluzioni ma…

Dormi bambino, dormi grillino…

Vito Crimi dormiente

Ninna oh…

Ci sono alcune foto che andrebbero vietate ai minori. Quelle in cui seni&sederi sono sbandierati ai quattro venti come fossero still life qualsiasi. Ci sono altre foto, invece, che andrebbero indubbiamente mostrate ai minori, stampate in rilievo nei libri di storia, ciclostilate in laboratori clandestini e infilate sotto i tergicristalli di tutte le auto d’Italia.

La foto di Vito Crimi dormiente tra i banchi di Palazzo Madama è una di queste. Destinate a fare storia. O meglio: destinata ad essere uno dei pezzi portanti del decadentismo grillino, incipit di un declino annunciato che va concretizzandosi giorno dopo giorno. La storia è semplice: i grillini si scagliano contro i lauti pasti dei ristoranti della Camera e poi ci cascano, facendosi immortalare spanzati a tavola. I grillini si scagliano contro i fannulloni e poi rubano i copioni e si candidano al ruolo di attori protagonisti della nuova saga de “Il bell’addormentato”. I grillini copiano&incollano. In pieno stile nerd.

E al posto dell’Inno di Mameli…

Dormi bambino, dormi grillino,
che la tua mamma è vicino
al tuo lettino
Dormi bambino, dormi grillino,
che il lupo cattivo
è solo nel bosco.
Qui c’è la mamma
che canta una ninna nanna.

Matteuccio Renzi e il mezzo flop della comunicazione

Figacci

Io continuo a ripeterlo a gran voce: nella comunicazione Renzi ha sbagliato qualcosa di troppo. Due cose in particolare: intanto questa storia dei #15minuti di fila è paurosamente inutile. Tra l’altro la gente non pensava nemmeno di trovar fila ai seggi e Adesso! – scoraggiata – potrebbe non andarci proprio. Seconda cosa: obiettivo di Renzi – più che legittimo – è portare quanta più gente possibile ai seggi per andare al ballottaggio. Bene, allora perché impaurire tutti con la storia della privacy dell’albo degli elettori? Due autogol innegabili sui quali anche gli interisti sarebbero d’accordo.

Ed è davvero un peccato perché, almeno finora, la sua comunicazione è stata decisamente la migliore. Più bella, più colorata, più giovane. Ed è per questo che mi appare quasi ovvio che i pregi e i difetti siano di matrice diversa. Giorgio Gori, per esempio, è un pregio o un difetto?

L’America sceglie. Live su Twitter @presslab

Io tifo per quello abbronzato

Io ci provo.  Faccio la mia direttina, ina, ina. All night long! (all night), come cantava Lionel Richie. Credo che la leggeranno 3-4 amici profumatamente retribuiti per il favore e che spero – questa volta ‘a gratis’ – apprezzeranno. Io tifo per quello abbronzato. Vedremo.

ore 23.46 – Ho deciso. Continuo su Twitter. Seguitemi su @presslab

ore 23.41 – Obama sulla scia di Romney. Su Twitter scrive: “Una manciata di voti potrebbe decidere queste elezioni”

ore 23.24 – Paura da entrambe le parti. Stampati nuovi volantini che invitano tutti ad andare a votare. Evidentemente i ‘poll’ interni lasciano presagire un sostanziale pareggio. Iowa e Michigan i più incerti.

ore 22.32 – Sky Italia prova a fare la tv americana con il suo ‘call’ e dice Obama 297 – Romney 241. Il punto è che il risultato pare lo abbia suggerito Marco Bardazzi de ‘La Stampa’.

ore 22.25 – Romney: “Si vince o si perde per qualche centinaio di voti”. Si perde, si perde.

ore 22.20 – Romney su Twitter invita a cancellare gli ultimi 4 anni. Obama, invece, retwitta Lady Gaga. E’ anche per questo che lo amo. La tensione è tanta in casa Rep. Ed è tanta pure a casa mia. Perché Obama ha finito la partitella a basket e il mondo si chiede: avrà vinto? (a basket, s’intende)

ore 22.06 – In attesa dei risultati, Barack Obama che fa? Gioca a basket in una palestra di Chicago. E’ per questo che lo amo.